L’Abbazia di Monte Corona, chiamata di San Salvatore, è uno dei centri religiosi e produttivi più importanti della Valle del Tevere, dal Medioevo fino al 1860 circa.

Monte Corona, esterno

Si sviluppò intorno all’anno 1000, grazie a San Romualdo, monaco benedettino che riformò la regola di San Benedetto e fondò l’ordine dei monaci Camaldolesi. La sua esistenza è legata più o meno intensamente, a seconda del momento storico, all’Eremo costruito in cima al Monte Acuto, alle cui pendici si trova l’Abbazia.
La Badia comprendeva più strutture destinate a diversi usi: alloggi per pellegrini, celle per i monaci infermi o anziani che non potevano più vivere nelll’Eremo, una biblioteca e una farmacia, dove i monaci vendevano i loro farmaci per la malaria, famosi in tutto il centro Italia.

La Chiesa è divisa in Cripta, dedicata alla Madonna delle Grazie, e in Chiesa superiore, dedicata a S. Sofia che venne ampliata nel XVI sec. per permettere ai fedeli di partecipare alle funzioni.
La cripta, databile intorno al XI secolo, è del tipo “ad oratorium”: ha 5 navate, divise da pilastri e colonne eterogenei che terminano in capitelli che sorreggono volte a crociera. I materiali utilizzati per la costruzione della struttura sono di reimpiego, provenienti con altissima probabilità da una struttura pagana preesistente.
La parte superiore, a cui si può accedere dall’ingresso principale o da due rampe di scalini dalla cripta, consta di due nuclei: il più antico, consacrato nel 1105, era riservato ai monaci, mentre come già detto, l’altro venne costruito nel XVI sec. Della prima struttura a tre navate, fanno parte l’abside gotica con decorazioni pittoriche databili al ‘300, dove è stato posto nel 1960 un ciborio del VIII sec. d.C. proveniente dalla chiesa di S.Giuliano delle Pignatte, sempre ad Umbertide, decorato con una delle più frequenti figure simboliche dell’arte paleocristiana, il pavone, simbolo di immortalità, rinascita spirituale e resurrezione.


Interessante è anche la torre del campanile, che si fonde con la struttura della chiesa, le cui fondamenta a pianta circolare, di età longobarda con probabile funzione di difesa, a cui susseguirono altri interventi nei secoli successivi che la portarono alla forma odierna, sono visibili da un parapetto all’interno della Chiesa superiore.

Fonti:
Touring Club Italiano, Guida d’Italia. Umbria, Touring Editore, 1999.

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