In un insolito caldo giorno di fine inverno, mentre cammini tra gli alberi del Parco della Montesca a Città di Castello, una ragazza che studia dondolandosi su un grosso ramo ti dà la certezza che nulla si perde e che la lezione di Alice Hallgarten Franchetti scorre ancora nelle vene degli abitanti dell’Alta Valle del Tevere.

Alice nasce da una ricca famiglia a New York nel 1874, si sposa con il Barone Leopoldo Franchetti nel 1900. Lui, dopo aver acquistato terreni in una collina di fonte Città di Castello, fa costruire la loro residenza proprio lì: la Montesca. Alice e Leopoldo viaggiano spesso, mete esotiche come l’India ma anche vicine come Roma.

Lei crede fortemente in una beneficenza capace di dare gli strumenti giusti nelle mani di chi era stato meno fortunato. In quest’ottica crea due scuole nella tenuta, la scuola della Montesca e di Rovigliano, invitando le migliori insegnanti inglesi e tedesche ad affiancare Marietta, Maria Pasqui Marchetti, l’insegnante che prima fra tutte chiamò a lavorare nelle sue scuole. Crede che l’emancipazione delle classi più povere passi da qui, da un’istruzione migliore. Ma non è tutto: a Roma, nel salotto di Sibilla Aleramo incontra l’allora semisconosciuta Maria Montessori, rimane incantata dal suo innovativo metodo, ed assieme a Leopoldo la invitano a trascorrere l’estate alla Montesca, dopo la quale, grazie al barone, pubblica il primo libro sul suo metodo, stampato proprio in una tipografia di Città di Castello.

Le sue amicizie femministe la spingono anche ad inaugurare un altro progetto: il laboratorio di Tela Umbra. Alice lega l’idea di indipendenza economica – come primo vero passo verso il possesso di diritti civili per le donne – a ciò che ogni donna, figlia o moglie di contadini, sapeva fare nelle campagne umbre, come aveva notato durante le sue visite ai mezzadri: tessere una tela. Nel 1908 il Laboratorio diventa realtà ed Alice lo affida alla direzione di Marietta. L’attività diventa fiorente, subisce negli anni alti e bassi ma gli stessi gesti antichi e sapienti delle donne di ieri, li potete osservare nel lavoro delle donne di oggi al telaio di legno, lo stesso di più di cento anni fa, mentre tessono e intrecciano fili, per non perdere il ricordo di Alice e dell’idea che i diritti ce li possiamo conquistare.
Alice muore nel 1911 per la tisi, mentre Leopoldo si toglierà la vita nel 1917, lasciando in eredità tutti i beni ai suoi mezzadri e alle lavoratrici della Tela Umbra.

Quando usciamo dal Museo della Tela Umbra è quasi buio, ragazzini giocano per la strada. Ti immagini come doveva essere l’uscita delle donne di allora dal Laboratorio, con in braccio o per mano i figli che potevano portare con sé al lavoro, in quello che è stato uno dei primi asili creati per le donne lavoratrici all’interno di un posto di lavoro.

Un grazie a Mariza, emiliana arrivata in Umbria per amore – come Alice – che ci ha fatto da guida nel museo della Tela Umbra.

Parco della Montesca:
 ingresso libero
 aperto tutti i giorni

Museo della Tela Umbra:
 Palazzo Tomassini, centro storico di Città di Castello
 all'interno ospita la ricostruzione con i materiali originali delle Scuole Franchetti
 ingresso 3,50€
 orario LUNEDI' 09:00 - 12:00
 dal MARTEDI' al SABATO 09:00 - 12:00 E 15:30 - 18:30
 DOMENICA 10:30 - 13:00 E 15:30 - 18:30

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