Anche Perugia ha i suoi street artists. Tag, graffiti e poster tappezzano i muri della città, ma la street art che io preferisco in assoluto è quella di Solo Odio e Aria Fritta. Li adoro, è stato amore a prima vista, un colpo di fulmine.

Solo-Odio-gatto

Ad attirare la mia attenzione per primo fu il gatto di Solo Odio – eh già, sono troppo gattara dentro per inventarmi storie di quanto-sia-figa-perchè-sto-sul-pezzo-con-la-street-art-di-Perugia – che potete ancora trovare in via Annibale Vecchi, quartiere Elce a un minuto dal centro storico. Ho poi via via scoperto le altre sue creazioni che partono tutte da fogli del Sole24Ore incollati al muro, su cui con tratti decisi disegna animaletti o umani a cui mette in bocca molto spesso pezzi di canzoni pop italiane, come “”Pensiero Stupendo” di Patty Pravo. Quello che mi piace di lui è la potente carica esplosiva di creatività e irriverenza, mai e poi mai banale.

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Poi ho incontrato Aria Fritta. Di una delicatezza e puntualità nell’associare disegni alle parole che ogni volta ne rimango incantata. Dei suoi lavori dice: “Quando creo lascio spazio alle mie emozioni e le trasformo in visioni oniriche, evanescenti come il mio nome” e cosa potrei aggiungere io?

Aria-Fritta-vento

Chiedendomi chi fossero, oltre alle cose che avete appena letto, ho scoperto che Solo Odio e Aria Fritta fanno parte assieme ad altri artisti (tra cui Sammo) e musicisti di un interessante collettivo che si chiama SAD (SempreAllegriDentro). Viaggiano, organizzano eventi e si scambiano idee per progetti sempre nuovi. Spero vivamente ripropongano #elcegallery, che ha fatto di Elce, nella primavera-estate 2015, il luogo privilegiato della loro espressione artistica, distribuendo qua e là per il quartiere opere che se non vi piacciono significa che le avrete forse guardate, ma mai viste davvero.

Aria-Fritta-Sammo

Perciò il mio invito è questo: prima che gli agenti atmosferici, lo scorrere del tempo o i teppisti facciano scomparire queste opere, fatevi un giretto per Elce con gli occhi ben aperti, sennò poi succede come a Bologna che tutti a parlare di Blu solo dopo che nessuno può vedere nulla delle sue cose se non il grigio che ha usato per ricoprirle (che per inciso comunque trovo uno dei gesti di rottura nell’arte più forti degli ultimi 50 anni!).

Per saperne di più:
Collettivo SAD
Solo Odio
Aria Fritta
Blu

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