A Perugia e credo nel resto dell’Umbria, c’è un detto: meglio un morto in casa che un marchigiano alla porta. E se fossimo noi ad andare a casa loro? È con questo fondamentale interrogativo che sono partita con David alla volta delle Marche, per scoprire qualcosa in più di questa terra che dagli Appennini scivola sull’Adriatico.

Porto-San-Giorgio-Marche

Non che non sia mai stata nelle Marche, “il perugino quando va al mare va a Marotta” cantano i 7Cervelli, e io non faccio eccezione. Questa volta però sono andata più a sud, un po’ più entroterra senza dimenticarmi del mare, saltellando qua e là tra Fermo, il Conero e Recanati.

Fermo-b&b-a-Palazzo
Di Fermo impossibile non parlare subito del bellissimo Palazzo dei Conti Bernetti Evangelista dove ci siamo ricaricati le batterie con una bella dormita in una delle camere messe a disposizione per gli ospiti del B&B e con un’ottima colazione servita nelle vecchie cucine. Il lunedì molte cose da vedere a Fermo sono chiuse, ma troverete aperta la Trattoria degli Artisti che vi confermerà che nelle Marche si mangia divinamente. Naturalmente perdetevi nei vicoli e per i saliscendi, amerete gli scorci, i dettagli, fino ad arrivare nel punto più alto con un panorama mozzafiato, anche se piove a dirotto e avete portato in valigia solo cose abbastanza estive.

Fermo-Piazza-del-Popolo

Da lì si vede il mare con il Conero e avrete subito voglia di vedere da vicino quel promontorio che si staglia dal mare e che crea un meraviglioso diversivo alle lunghe e pianeggianti spiagge del litorale Adriatico delle Marche. E così abbiamo fatto, una mattina passata a poltrire portando gli occhi un po’ sul libro che avevo con me, un po’ sul mare limpido davanti a me e un po’ sullo scoglio bianchissimo dietro di me, mentre David coraggioso si buttava in acqua.

Conero-Spiaggia-Urbani

Davanti al mare è normale pensare all’infinito, e se pensi all’infinito e sei vicino Recanati, a chi pensi? A lui, a Giacomo Leopardi.

Recanati

I versi delle sue poesie ti accompagnano per tutto il paese che lo ha visto nascere e crescere, fino ad arrivare alla sua casa, davanti alla piazzetta ribattezzata “Sabato del Villaggio”, per poi visitare l’immensa Biblioteca assieme ad una gita di veneti che, come dargli torto, condividevano le idee del Poeta sul vino: “[l’uomo] mezzanamente riscaldato dal vino, vede e guarda le cose come da un luogo alto e superiore a quello in che la mente degli uomini suole ordinariamente consistere“.Percorrete poi la breve strada che arriva al famoso Colle dell’Infinito e lì fate riaffiorare i versi imparati a memoria sui banchi della scuola:

“… Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete…”

Recanati-Palazzo-Leopardi

Da qui ci siamo lasciati alle spalle il mare per rituffarci nei monti che ci portano a casa, con la certezza che se c’è qualcosa o qualcuno che somiglia all’Umbria e agli Umbri, sono le Marche e i Marchigiani, con un’unica e non piccola differenza, il mare. Nonostante abbia chiesto ripetutamente se hanno qualche modo di dire sugli umbri, pare non esista un parallelo con il nostro meraviglioso detto, nato ai tempi in cui entrambe le regioni vivevano sotto il dominio dello Stato Pontificio e i marchigiani riscuotevano le tasse per il Papa. Direi quindi che gli Umbri non dimenticano facilmente.

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