Appena un po’ di sole illumina e riscalda Perugia, ogni bravo perugino che si rispetti se ne va al Lago Trasimeno, lo specchio d’acqua balneabile più simile al mare che abbiamo a pochi km.

E l’odore di una bella giornata, che sa di primavera in anticipo, non poteva non farmi pensare al posticino che fin da bambina è per me l’idea stessa di Lago Trasimeno: Tuoro sul Trasimeno e nello specifico il Campo del Sole.

Campo del Sole - panoramica
Qui ho passato molte domeniche e giorni di festa -immancabile nel CV di ogni umbro la Pasquetta al Lago!- con babbo, mamma, sorella, zii, cugini, e naturalmente gli amici.

Campo del Sole 1
Non credo di aver avuto mai la percezione che quelle colonne fossero opere d’arte, chissà che mi son detta la primissima volta che le ho viste, finché con David siamo capitati lì.
-Devo mettervi al corrente che io dispenso da sempre a David notizie sugli usi e costumi dei perugini e degli umbri, mentre lui in cambio, oltre a farmi conoscere le meraviglie della Tuscia, mi ha piano piano sensibilizzata all’arte contemporanea. Il che, per una che va in estasi con l’Auriga di Delfi o la pittura dell’Addio di Ettore e Andromaca nella Domus Aurea, non è poi così scontato.-
Be, ora riesco a “leggere” alcune delle colonne, ispirate tutte per struttura e vari richiami cosmologici, all’antica Stonehenge. E mi lascio catturare dalle forme arboree della colonna di Lionni, dal suggerimento di infinito della colonna di Azuma o dal fortissimo richiamo all’antichità con tanto di inno omerico a Dioniso di Tilson.

Ma alla fine, alzi la mano chi non ha resistito a fare una foto mentre cazzeggiava sull’opera di Pomodoro.
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