In Umbria c’è un posto dove il contemporaneo è di casa, dove trova spazio senza contraddizione con la natura, la storia o l’arte antica: Spoleto.
In questi giorni si sta chiudendo l’edizione numero 59 del Festival dei 2Mondi, ripescando foto di qualche mese fa – lo potrete notare il mio outfit invernale che stona non poco con le temperature tropicali di questi giorni –  vi parlo della città che Herman Hesse descrisse come “La più bella scoperta che ho fatto in Italia”.

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Spoleto vi abbraccia subito con l’unica scultura monumentale di Calder in Italia: il Teodelapio (1962), costruita sulla strada che dalla stazione porta al centro storico. Negli anni successivi al 1950 diventa uno dei centri maggiori di realizzazione e diffusione di arte nella penisola, grazie al critico Giovanni Carandente.

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Sua è l’organizzazione di “Sculture nella città” nel 1962, durante l’edizione del Festival dei 2Mondi, che accentua lo spirito contemporaneo di Spoleto: per la prima volta in assoluto nella storia, mette in relazione una città, le sue vie, le sue piazze, i suoi scorci con opere d’arte contemporanee, dove tutti, non solo gli addetti, possono osservarle e dar vita a pensieri e idee.

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Il Teodelapio di Calder fu donato dall’artista alla città proprio in questa occasione e il modellino, che rievoca la figura del duca longobardo Teudelapio, duca di Spoleto della prima metà del 600, si trova in esposizione a Palazzo Collicola Arti Visive, uno dei più importanti spazi dedicati all’arte contemporanea d’Italia.

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Per la notevole collezione presente, dobbiamo ringraziare nuovamente Carandente: sempre sua è la geniale idea di costituire un Premio Spoleto che dal 1953, per 13 edizioni ha permesso l’acquisizione senza spese ingenti di opere d’arte di noti artisti internazionali tuttora visibili a Palazzo Collicola; la collezione si è poi ampliata nel corso degli anni, anche dopo la sospensione del Premio, fino ad oggi. Tra i mobile di Calder, la Coda di Cetaceo di Pascali e le ceramiche di Leoncillo troverete l’esplosione di colore di LeWitt, le luci di Shai Frish e il gorilla di Consiglio.

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Importante l’impronta dell’attuale direttore Gianluca Marziani, grazie al quale artisti italiani e stranieri hanno lasciato parlare i muri e le nicchie di Palazzo Collicola, creando opere d’arte con un linguaggio contemporaneo attraverso il suo progetto “Collicola Onthewall”.

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Consiglio naturalmente di visitare sia le collezioni permanenti che le mostre temporanee. Suggerisco di andare pure se siete alle prime armi con l’arte contemporanea, e anche se non avete un’ottima guida come ce l’ho io, farete amicizia con l’arte contemporanea in uno dei posti migliori dove inziare ad amarla.

Palazzo Collicola Arti Visive
Aperto dal mercoledì al lunedì
10.30 – 13.00 / 15.30 – 19.00
Biglietto 6.50 €

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