Da sempre trovo curioso ed interessante conoscere le storie di chi ha deciso di passare qualche o molto tempo in Umbria. Ed è così che mi sono imbattuta nelle lettere dall’Italia dell’intellettuale e filosofa francese Simone Weil.

Simone Weil in Marseilles, fonte web

Con il suo impermeabile e un quaderno, è partita alla scoperta del centro e del nord dell’Italia in due viaggi, il primo nel 1937 e il secondo nel 1938, in anni poco felici per la storia d’Italia, ma “Quando si è veramente sognato di fare una certa cosa, poi bisogna farla: è la mia morale. Di sicuro non sarete delusi.
Viaggiava da sola, pronta a conoscere nuove persone e luoghi, cercando di capire l’Italia, il suo passato e il presente di allora.
Tra le tappe del primo viaggio oltre Milano, Firenze e Roma decise di trascorrere a Perugia ed Assisi qualche giorno. In una lettera ai genitori nel giugno del ’37, scriveva così:”Quando ho visto Perugia e Assisi, tutto il resto dell’Italia è svanito per me. Mai avevo immaginato una simile campagna, una razza di uomini così splendida, e degli oratori così commoventi“; mentre all’ amico Jean Posternak descriverà così l’Umbria: “Milano, Firenze, Roma e tutto il resto sono scomparsi dalla mia memoria, tanto sono rimasta abbagliata da quelle campagne così dolci, così meravigliosamente evangeliche e francescane, da quegli oratori così commoventi, dai tanti ricordi felici, e da quei nobili esemplari della specie umana che sono i contadini umbri, una razza così bella, così sana, così vigorosa, così gioiosa e così dolce. Non avevo mai immaginato un paese tanto meraviglioso“.
Assisi e il francescanesimo avranno un ruolo fondamentale in tutta la sua produzione filosofica, senza mai però affrontare in modo troppo dettagliato i giorni trascorsi tra gli uliveti umbri:” Non c’è niente al mondo di così dolce, così sereno, così felice, come la campagna umbra vista da lassù [Ndr Le Carceri, Monte Subasio]”.

Ma l’Umbria non ha bisogno di troppe parole per essere descritta e Simone, donna intelligente, libera e coraggiosa, lo sapeva.

 

Fonti:
Simone Weil, a cura di D. Canciani e M. A. Vito, “Viaggio in Italia“, ed. Castelvecchi, 2015

One thought on “Una donna e un viaggio

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