Continuiamo a stare fuori regione, con l’estate che sembra davvero arrivata e viaggiare diventa ancora più bello. Si va a Viterbo, nella mia adorata Tuscia.

Viterbo-Palazzo-dei-Papi

Viterbo, ovvero la città dove in un lontano giorno del 1268, si celebrarono i funerali del defunto Papa Clemente IV e dove i cardinali (secondo l’allora usanza di scegliere il nuovo Papa nella città dove fosse morto il precedente) cominciarono a pensare al nuovo Papa. Ci pensarono. E ci ripensarono. Poi ci pensarono ancora un po’, e un altro po’. Finché i cittadini stanchi di quest’attesa decisero di rinchiuderli nel Palazzo Papale, diminuendo mano a mano i viveri per mettergli fretta. Ma niente. E allora, leggenda vuole, intervenne Raniero Gatti, Capitano del Popolo della città dicendo: “Discopriamo, signori, questo tetto; dacché lo Spirito Santo non riesce a penetrare per cosiffatte coperture.”. Si decise così di scoperchiare il tetto lasciando in balia delle intemperie meteorologiche i prelati riuniti. E nel 1271 fu finalmente eletto il nuovo Papa, passato alla Storia come Gregorio X.

Viterbo-Palazzo-dei-Papi

Il palazzo Papale è una delle prime cose che ho visto di Viterbo, ricordo che era estate e in pausa tra un bagno di sole e uno d’acqua dolce, ce ne eravamo andati in giro per la città che ancora non conoscevo e appena lo vidi me la presi con me stessa: non si può non conoscere questa meraviglia. La semplicità e l’essenzialità delle forme sono in un favoloso equilibrio con il peperino utilizzato per il corpo dell’edificio e per la sequenza d’archetti che decorano la loggia in cima alla scalinata che conduce proprio alla sala del Conclave.

Viterbo-Palazzo-dei-Papi

La stessa elegante architettura la troverete in giro per il quartiere di San Pellegrino, la parte vecchia della città, tra i borghi medioevali meglio conservati d’Italia. Bellissima in tutti i suoi scorci, in tutte le ore: di giorno i colori dei fiori ai balconi la fanno da padrone e di notte i vari locali pieni di gente rendono viva questa parte della città così antica.

Viterbo-San-Pellegrino

Ma Viterbo non è solo Medioevo. Se per salire fino al centro storico parcheggiate l’auto a Porta Faul, vi troverete a camminare in mezzo a un’opera di un artista americano, Seward Johnson, che ha voluto omaggiare la città di Viterbo regalandole “The awakening – Il risveglio”, dove un gigante d’argento prende vita da sotto la terra, che solo dopo esservi allontanati un po’ riuscirete a capire in tutto il suo insieme.

The-Awakening
L’arte contemporanea crea sempre dibattiti, vale lo stesso per quest’opera che non tutti trovano bella e che altri vedrebbero bene protetta da un recinto, ma un’opera così legata al paesaggio sa dialogare con tutto: dal pennarello blu di qualche sciocco, a qualche cartaccia lasciata accanto al ginocchio, fino a me che mi ci siedo sopra.

Viterbo-The-Awakening

Viterbo ha naturalmente moltissime altre cose da vedere e di cui parlare, ma da perugina non potevo che essere per prima cosa, attratta dall’episodio dello scoperchiamento del tetto durante una riunione di prelati. Che ci posso fare se nel mio DNA ci sono tracce di distruzione della Rocca Paolina?

Per info:
Palazzo dei Papi
The Awakening – Il risveglio

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