Forse farò un favore al lettore dicendogli che dovrà trascorrere una settimana a Perugia. La sua prima cura sarà di non aver fretta, di camminare da per tutto con lentezza, senza perseguire una meta, e osservare quello che i suoi occhi incontreranno.” Henry James, il romanziere americano che scrisse il celebre “Ritratto di Signora”, descriveva così Perugia a fine ‘800.

I suoi consigli continuano ad essere preziosi, soprattutto durante il periodo più magico dell’anno, per le feste di Natale. Perchè il Natale a Perugia diventa reale solo quando cammini col naso all’insù per Corso Vannucci, di pomeriggio tardi, quando già sono accese le luci di Natale, quando il vento si fa così pungente che quasi ti toglie il respiro, ma tu sai che per scaldarti basta una gigante tazza di cioccolata, con panna grazie. E sei di nuovo pronta a rituffarti nel freddo, nelle luci, nel vocio allegro e nell’odore di Natale, che qua, nella verde Umbria, non può che coincidere con l’odore di ginepro e di pinoccate.

Riflettendoci, le tradizioni e il nuovo si congiungono in modo quasi perfetto da queste parti, dove il tempo sembra fermarsi, oppure tornare indietro o a volte fare un gran balzo in avanti. Qui il fantasma del Natale presente, di quello passato e di quello futuro se ne vanno a braccetto a parlare del più e del meno, di quello che era, di quello che è e di quello che sarà, in perfetto stile “A Christmas Carol” di Dickens.

Lo sapevate che lo scrisse qualche anno prima di passare da queste parti? Proprio così, Charles Dickens arrivò a Perugia in un giorno di mercato e ne scrisse così: “Perugia, munita di grandi mezzi di difesa dalla natura e dalla mano dell’uomo, sorge improvvisamente su di un’altura“, la sua fu una visita fugace, giusto il tempo di descrivere la folla che dalle campagne portava con sè animali da vendere e comprare.

 

Ci troviamo poco prima della metà del 1800, quando Perugia, come tutta l’Umbria, era diventata una delle tappe più consigliate per chi volesse intraprendere il Grand Tour. La ricerca dell’autentico aveva ampliato la scelta dei luoghi da visitare rispetto all’inizio di questa pratica, promossa dalla regina Elisabetta I nel 1600 per istruire i giovani nobili del Regno Unito, diventando poi una moda che durò fino al 1900 con sfumature e significati diversi a seconda dell’epoca storica e culturale che si viveva. Ed ecco che tra le pagine dei carnets de voyage in francese, dei journeys in inglese e dei reisetagebuch in tedesco, Perugia trova un posto speciale.

Uno degli scrittori che racconta il suo viaggio in Umbria è Thomas Trollope, che dopo aver visitato Città di Castello e Gubbio, decide di fare tappa a Perugia. Nel suo Diario di viaggio di Quaresima (1862) racconta come, da sempre, l’antica città Etrusca abbia ricevuto grandi attenzioni dai viaggiatori inglesi, che ne conoscono la storia, le battaglie e l’arte, presentandola, dopo le tre o quattro grandi città d’Italia, come la città forse più interessante della Penisola.

Perugia era davvero cool, conosciuta come “the little City of the infinite View“, la piccola città dalla mille vedute, come ci ricorda il solito Henry James (Italian Hours, 1909). E la fama dei panorami infiniti la si ritrova anche in un romanzo, “Il fauno di Marmo” (1860) di Nathaniel Hawthorne (l’autore de “La Lettera Scarlatta”): ” […] Kenyon, quando giunsero alle grigie mura della città, si soffermò, e parve riluttante ad abbandonare la soleggiata distesa sottostante. Era verde come l’Inghilterra e luminosa come solo l’Italia sa essere. C’era l’ampia vallata che precipitava e si distendeva da ogni lato dei bastioni erbosi, ed era delimitata in lontananza dalle montagne che dormivano distese al sole, con foschie leggere e nubi argentate intorno alle vette, quasi fossero sogni mattutini.” Nello stesso capitolo, interamente dedicato a Perugia, troverà posto anche l’aria pungente di montagna che rende loquaci gli abitanti, soprattutto nel giorno di mercato. La stessa aria fredda che attraversa corso Vannucci oggi, lo stesso chiacchiericcio allegro di chi sa, oggi, che dopo Natale la primavera è più vicina e il freddo diventa meno spaventoso.

È questa l’Umbria che vorrei nel futuro, cosciente del suo passato per migliorare il suo presente. I fantasmi del Natale di ieri, oggi e domani di Dickens mi darebbero ragione.

 

La prima foto di questo post è di Marco Mingardi che ha vinto il contest #umbriainpiedi xmas edition, creato su Instagram da tuqui.it, peekingAround con il supporto di ItaliaStyle_Umbria. Grazie Marco!
Qui troverete tutte le info per partecipare all’evento organizzato da PeekingAround: una visita guidata alla mostra temporanea “Il Grand Tour e le origini del 3D” al Museo Civico di Palazzo della Penna a Perugia il 6 gennaio.

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