L’ultima tappa ufficiale della Discesa del Tevere è la tappa nella città che è nata grazie al Tevere: benvenuti a Roma, la città Eterna.

Non basterebbe una vita per raccontare cosa il fiume ha visto dalla nascita di Roma in poi.
Oggi i suoi alti muraglioni sembrano costruiti per ostacolare un dialogo più naturale tra il fiume e la città. Gli unici punti di vero contatto tra i due sembrano essere i ponti. Un contatto che permette uno sguardo verso le bionde acque del Tevere, fin dove una curva lo fa perdere dietro palazzi, strade e traffico.

Il Ponte Milvio è la partenza della tappa del Primo Maggio della DIT, il Tevere scorre sotto di lui più o meno dal IV secolo a.C.
Certo, non è sempre stato come lo vediamo oggi. All’inizio era di legno e prese il nome dalla famiglia romana che si occupò di realizzarlo, la gens Molvia; solo nel 109 a.C. diventò in muratura. Era l’ingresso per Roma della Via Flaminia, fu teatro di numerose battaglie e assistette a infinite piene del Tevere. Per la sua posizione venne trasformato in Dogana, per secoli le persone e i vari mezzi di trasporto lo utilizzavano per passare da una parte all’altra di Roma, fino al 1985, anno in cui si decise di farlo diventare area pedonale.

Il legame tra un ponte e il suo fiume è davvero particolare; un fiume è in continua evoluzione e cambiamento, mentre il ponte deve essere stabile e sicuro. Ancora più particolare deve essere il legame tra il fiume e chi ne segue la corrente. Coraggioso, attento a quello che incontra per il percorso e soprattutto capace di accordarsi al ritmo del corso d’acqua. Il Tevere saprà ringraziare chi cercherà un dialogo con lui regalando scenari unici, incontri inaspettati e racconti interessanti, come fa da 39 anni la Carovana della DIT.

Penso a tutte queste cose mentre le canoe, i kayak e i sup della Discesa del Tevere passano sotto gli archi del Ponte e noi da sopra li salutiamo.
Roma sarà capace di ricreare un dialogo con il suo fiume? La risposta è sì. Come faccio ad esserne così sicura? Perché esistono altre realtà simili per intenti alla Discesa del Tevere, attente al territorio e all’ambiente, come quella di Regina Ciclarum. Un’associazione di volontari con un obiettivo comune e sociale: recuperare il sentiero che dalle campagne di Roma Primaporta arriva al mare a Fiumicino seguendo il corso del Tevere. La loro agenda è ricchissima di appuntamenti e ci si può unire in tanti modi: aiutando a ripulire i percorsi, adottando una palina abbandonata, inventando un contapassi per monitorare l’affluenza del percorso… li potete scoprire aggiungendovi al gruppo fb ReginaCiclarum dove troverete tutte le info grafiche con i gatti disegnati da Federico, uno dei fondatori.

Il mio viaggio con la DIT è stato pieno di emozioni e scoperte, buonissimo cibo, paesaggi insoliti e persone sempre disposte a darsi una mano. Un viaggio che mi ha permesso di conoscere cose nuove e punti di vista nuovi, un viaggio perfetto insomma.
Ci salutiamo con un arrivederci e due grazie enormi: uno per il Tevere e uno a tutta la Discesa del Tevere.

Nel frattempo il Tevere scorre sempre biondo, a volte tranquillo e a volte arrabbiato, verso il mare. Se volete assaporare come sia il viaggiare con lui unitevi alla DIT il 26 maggio: partenza da Roma per arrivare a Fiumicino.

👉🏼Se volete ripercorre tutte le tappe della Discesa del Tevere 2018 andate nella sezione dedicata: Discesa Internazionale del Tevere

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