La strada verso Roma della Discesa Internazionale del Tevere è costellata dall’incontro con un numero infinito di canali, ruscelli e torrenti che si gettano nel Tevere. Tra loro chi contribuisce a rendere il fiume sempre più grande nel suo lento avvicinarsi al mare c’è sicuramente il Chiascio, che incontra a Torgiano.

Il Chiascio nasce vicino a Gubbio, sugli Appennini, scivola a valle fino ad Assisi e qui si butta silenziosamente nel Tevere. Siamo a Torgiano (dal latino turris amnium, torre tra due fiumi). La città, dal passato romano e ricostruita durante il medioevo, è oggi un importante centro per la produzione vinicola dell’Umbria. La sua torre, Torre Baglioni, svetta altera sulla città. Al tramonto fatevi trovare su una delle sponde del Chiascio, per contemplare uno degli skyline più belli che l’Umbria vi regala.

In questo tratto il fiume scorre velocissimo, le sue acque si infrangono rumorosamente sulle pietre e i dislivelli. Prima di lasciarvi incantare dal profilo di Torgiano, date uno sguardo alle sponde del fiume: a sinistra e a destra troverete i ruderi di quattro mulini. Documenti ci dicono che erano in funzione almeno dal 1330.

Per capire a quale lavorazione erano destinati, basta osservare la loro posizione rispetto all’acqua; quelli più vicini alla terraferma erano per la produzione dell’odio, gli altri, più vicini all’acqua, per le farine.

Incredibile come, appena superate le strutture, il Chiascio diventi mansueto e si unisca al Tevere in modo così silenzioso. Solo il cinguettio degli uccellini e il venticello tra le foglie degli alberi rompono la calma.

Quando la Discesa passerà da qui, le canoe a pelo d’acqua, i passi dei camminatori e le bici sul sentiero incontreranno il Chiascio che si abbandona nel Tevere, con la Torre di Torgiano a far da guardia all’incontro tra i due fiumi.

 

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