Se dovessi associare un odore all’arcipelago toscano, all’Argentario in particolare, sarebbe quello di pino e di ginepro. I milioni di aghetti caduti per il troppo sole sui sentieri più impervi che ti portano alle calette solitarie, sprigionano sempre sotto i miei passi tutta la loro essenza di estate.
E cosa succede se vai a Giannutri, l’isola a forma di mezza luna nell’arcipelago toscano, dove non c’è una fonte d’acqua e tranne poche tracce di presenza umana, tutto è dominato dalla natura? Succede che l’odore è così intenso che in giornate d’autunno, in città, quando piove e di verde ci sono rimaste solo le cimici, puoi sempre rievocarlo e lasciarti guidare dal profumo fino a credere di essere ancora lì.

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L’arrivo al porto principale dell’isola di Giannutri, Cala Spalmatoio, comincerà a rispondere a tutte quelle domande che vi siete fatte sul perchè voi, amanti di quella bellissima sensazione dei piedi ben ancorati a terra, avete preso un piccolo traghetto con il mare mosso. Un bel bagno nell’acqua più trasparente che abbiate mai visto sarà la prima cosa che vorrete fare appena sbarcherete. Poi, con una breve passeggiata, arriverete alla parte opposta dell’isola, dove al cospetto di una scalinata e di colonne, rovine di una dimora romana, avrete tutte le risposte sul perchè siete lì.

Mare-Giannutri

Sarà impossibile non immaginare la famiglia romana che fece costruire l’enorme villa nel I sec. d.C., scendere dalla sua imbarcazione a Cala Maestra (l’altro porto dell’isola, più piccolo di quello dello Spalmatoio che era il porto commerciale) e salire per gli scalini che portano allo scenografico peristilio con capitelli corinzi. Sarà facile pensarli nei molteplici ambienti decorati da pregiati marmi e mosaici, magari farsi un bel bagno dopo essere passati per la toilette. L’identità della famiglia è tradizionalmente attribuita ai Domizi Enobarbi, anche se oggi sorgono dei dubbi sull’identificazione con questa gens.

Giannutri

La totale assenza di acqua dolce nell’isola non aveva preoccupato questa importante famiglia romana che ne fece il suo scalo per i commerci, costruendo tutti  i comfort possibili, dalla cisterna alle terme, in un lasso di tempo che va dal I sec. d.C. fino al III, quando l’abitato venne abbandonato lasciando la domus e le strutture che le gravitavano intorno, ancora in buona parte non indagate dagli archeologi, come le vediamo oggi.

Giannutri-Domus-romana

Giannutri dopo l’abbandono da parte dei romani, non fu teatro di importanti avvenimenti. Almeno fino al 1889.
Il garibaldino Gaultiero Adami assieme a Marietta Moschini, 46 anni lui e 21 lei, decisero di vivere per sempre, fino alla morte, in quell’isola semidisabitata. Lei morì qualche anno dopo il suo innamorato e in certe notti, quando soffia forte il vento di scirocco, i pescatori dell’Isola del Giglio giurano di sentire ancora le grida strazianti di Marietta che piange il suo uomo.

Domus-romana-Giannutri

Ora, non voglio paragonare il mio mal di mare a quello che avrà dovuto affrontare una donna a fine ‘800 per poter rivendicare il suo diritto ad amare un uomo molto più grande di lei isolandosi a Giannutri, ma prendendo quel mini traghetto con il mare molto mosso, anche io ho fatto vincere il mio amore per l’archeologia e la natura.

Info:

L'Isola di Giannutri fa parte del Parco Nazionale Arcipelago Toscano e ci sono 
alcune restrizioni da tenere conto quando si scende dal traghetto. 
La visita guidata alla Domus Romana ha un costo di 8€, normalmente troverete le 
guide ambientali in ogni traghetto.
Per informazioni www.parcoarcipelago.info

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