L’Umbria innamora e fa innamorare, è un dato di fatto. C’è Terni, con il suo Santo patrono, S.Valentino, festeggiato in tutto il mondo. Ma c’è anche Perugia e non solo per le frasi d’amore scritte nei Baci Perugina.
Quanti universitari si sono conosciuti e innamorati in Piazza IV Novembre? Un’infinità ve lo dico io. Il primo incontro all’ombra zampillante della Fontana Maggiore è una specie di rito attraverso il quale tutti gli studenti, tutte le studentesse, gli erasmus, i socrates, sono passati almeno una volta.

Chissà quanti “ti chiamo io, certo!” saranno stati pronunciati sulle scalette del Duomo o del Palazzo dei Priori. A volte succedeva che il telefono squillasse davvero il giorno dopo. Allora la serata ricominciava in quella piazza, su quelle scalette. Poi ci si spostava, magari a guardare le luci ancora accese della città dal suo punto più alto, Porta Soleomnia si dederis oscula, pauca dabis, se anche mi darai tutti i tuoi baci, non saranno mai abbastanza.

Del tempo che passava te ne accorgevi perchè cominciava a fare giorno, e allora giù verso San Francesco al Prato per un cornetto o un panino con la cotoletta, prima di darsi appuntamento per il pomeriggio successivo.

Sempre in ritardo, ma mai in queste occasioni, eccoti in largo anticipo che già eri seduta sul prato davanti al Tempietto, con una dispensa aperta davanti e la matita in una mano a fingerti immersa nello studio appena lui arrivava. Alla luce del giorno tutto appariva più chiaro, se vi sareste detti “stasera che fai?” oppure “ciao, è stato un piacere”.

Per la prima opzione a volte non servivano le parole, ci si vedeva OVVIAMENTE in Piazza. Serata dopo serata, le cose potevano prendere due strade: quella dei Giardini Carducci – non so perchè, ma i discorsi seri, quelli del tipo “il problema non sei tu, sono io”, li ho fatti o visti fare proprio qui- oppure un’altra. Questa era imprevedibile, non aveva uno spazio e un tempo delimitato.

E spesso è una strada ancora imprevedibile, ancora non ha uno spazio e un tempo delimitato, ma continua a passare attraverso quella piazza, quelle strade, accanto alla Fontana, sale fino a Porta Sole e scende fino a San Francesco, porta ad un pigro pomeriggio di città davanti al Tempietto e ai Giardini Carducci ora ci vai per appoggiarti al parapetto e guardare lontano, mentre lui ti tiene la mano.

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