L’Umbria che non ti aspetti la puoi trovare anche tra le mura di un palazzo conosciutissimo, il Palazzo Vitelli alla Cannoniera a Città di Castello, uno dei quattro lasciati alla città dalla famiglia Vitelli, in mezzo alle opere d’arte della Pinacoteca Comunale, seconda per importanza nella regione solo alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia.

Palazzo-Vitelli-alla-Cannoniera-esterno

Non te l’aspetti perché l’idea collettiva di Umbria è fatta di elementi medievali con qualche radice umbra, etrusca e romana. Qui invece farete un bel viaggio nel Rinascimento.
In occasione del matrimonio con Angela Paola dei Rossi di San Secondo Parmense, Alessandro Vitelli nel 1521 fece costruire il Palazzo detto della Cannoniera – vi era prima un deposito di cannoni, come suggerito dal nome – che subì vari interventi di ampliamento fino al 1545. Dal giardino, che da fonti sembra che nel XVI sec. fosse uno dei più famosi d’Europa per varietà di piante esotiche, potete ammirare la bellissima facciata: graffiti bianchi, opera di Cristoforo Gherardi detto il Doceno su disegno di Giorgio Vasari, spiccano sul grigio dell’edificio.

Palazzo-Vitelli-alla-Cannoniera-dettaglio

Non attardatevi troppo a studiare lo schema pieno di riferimenti alla famiglia Vitelli e ai legami con altre signorie, perché neanche l’interno vi deluderà. In primis gli affreschi che decorano le scalinate dove vi dovete assolutamente soffermare con il naso all’insù ad ammirare le lunette del secondo pianerottolo che raffigurano tre scene in cui le donne paiono aver soggiogato i loro uomini: Ercole che fila la lana istruito da Onfale, Salomone e Edomite che lo ha convinto ad adorare il dio pagano Nettuno ed infine il dipinto in cui ufficialmente troviamo Aristotele cavalcato dalla cortigiana Fillide che lo tiene per i capelli, ma alcuni vi vogliono riconoscere Alessandro con la leggendaria amante Sora Laura.

Palazzo-Vitelli-alla-Cannoniera-Affresco-Scalinata

Poi potrete iniziare la visita museale vera e propria, dove tele, pale, tavole e sculture vi riempiranno di elegante ed educata bellezza gli occhi (imperdibili il gonfalone del SS. Trinità di Raffaello, il Martirio di S.Sebastiano del Signorelli, l’incarnazione della Vergine della bottega del Ghirlandaio, la loggia con alcuni pezzi dei Della Robbia e la collezione di bronzi donata dall’artista Bruno Bartoccini a fine ‘900).

Vi suggerisco di andare per capire se è vero quello che ho scritto. E già che ci sono: perché prima o dopo il giro al museo non vi fate un bel piatto di gnocchetti al tartufo come me?
Nutrire nel modo migliore il corpo e lo spirito in una sola giornata. In Umbria si può.

Per info: Palazzo Vitelli alla Cannoniera di Città di Castello

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