Seconda tappa del mio racconto seguendo il percorso del Tevere, lo stesso della Discesa Internazionale del Tevere 2018. Si va ad Umbertide, nel cuore dell’Umbria.

Le storie sulla sua fondazione si rincorrono, c’è chi la vuole umbra, chi etrusca e chi romana doc, fondata da un gruppo di soldati in fuga dopo la sconfitta della battaglia del Trasimeno, del 217 a.C. in cui Annibale ebbe la meglio. Il suo nome latino era Pitulum, prima di venire tragicamente distrutta dagli Ostrogoti. Nel 790, per volere dei figli del conte Uberto Ranieri, la città venne ricostruita sulle macerie e portò a lungo il nome di Fratta per ricordare l’episodio della distruzione (dal latino fracta: spezzata, abbattuta). Sarà solo con l’Unità d’Italia che iniziò a chiamarsi Umbertide, in onore di Uberto Ranieri, per distinguerla dalle tante città omonime che c’erano nella penisola.

Qui il Tevere scivola dolcemente su uno dei lati della città e fino a qualche anno fa solleticava le mura di Umbertide scorrendo sulle pietre delle mura di cinta del lato ovest. E’ probabilmente l’unico centro dopo Roma ad avere ancora un legame così fisico con il Tevere.

Sopra quelle mura sta la città, che vive guardando il fiume scorrere dalle tante finestre che si affacciano su quel lato. Sono come occhi incastonati nei palazzi colorati e ammonticchiati, gli uni vicini agli altri, che guardano scorrere l’acqua, non solo del Tevere.

Umbertide infatti sorge vicino alla sponda di un altro corso d’acqua, il Reggia, oggi con una portata molto minore rispetto un tempo. Continua a percorrere il suo letto di fronte alla Rocca, dalla parte opposta del Tevere fino ad incontrarlo per tuffarcisi dentro. Anticamente, in caso di pericoli, grazie ad un sistema di chiuse e canali, l’acqua del torrente Reggia allagava il fossato che circondava la città, rendendola inespugnabile.

La simbiosi di Umbertide con i due fiumi continua ancora oggi grazie ai lavori di sistemazione delle sponde: i sentieri dei parchi che seguono i due fiumi creano un legame tra la città e la campagna circostante. Qui la storia e la natura si incontrano in uno dei paesaggi più belli e dolci dell’Umbria.

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